image-142
 S i a m o  c o s ì
   associazione culturale

333 402 8845


facebook
twitter
youtube
instagram
giovani

I " dimenticati"

 La situazione giovanile al tempo  del Corona virus

 

Ci siamo dimenticati di loro, i più penalizzati dall’ isolamento forzato!

Della situazione drammatica che stanno vivendo i bambini ed i giovani non se ne parla abbastanza.

Eppure sono il futuro del nostro paese, ma oggi sono i “dimenticati”.

Un grido di allarme parte da una delle voci più autorevoli, Stefano Vicari, professore Ordinario di Neuropsichiatria Infantile presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma Responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e curatore del volume della Erikson “Bambini, adolescenti e Covid-19 – l’impatto della pandemia dal punto di vista emotivo, psicologico e scolastico”.

Sottovalutare l’impatto del Covid-19 tra i più giovani rischia di trasformare un’emergenza sanitaria in una crisi dei diritti dei bambini e dei ragazzi. L’obiettivo del volume scritto da esperti e curato dal professor Vicari è dunque quello di tentare una prima valutazione dell’impatto della pandemia sugli aspetti emotivi, psicologici e scolastici dei minori, cercando soluzioni possibili per salvaguardare il benessere emotivo, familiare e relazionale, e garantire una frequenza scolastica di qualità, anche, e soprattutto, per alunni con disabilità. Non è più possibile restare inermi.

In una intervista di febbraio 2021 rilasciata ad orizzontescuola.it il professor Vicari così si esprime:

“La scuola è il luogo dove i bambini, e ancor di più gli adolescenti, sperimentano relazioni positive, cioè relazioni con i coetanei, spesso mediate da adulti, che hanno una funzione educatrice molto importante. Chiudere questo tipo di esperienze lascia i ragazzi soli ma anche privi di strumenti per compensare le loro ansie. Se pensiamo a quando noi eravamo adolescenti ricorderemo che ci confidavamo molto di più con i nostri coetanei piuttosto che con i nostri genitori. Questo è un aspetto che si evidenziava maggiormente dai 13/14 anni in poi, dove il confidente principale era il nostro compagno di banco. Oggi questo aspetto è mancato in maniera molto forte ed ha determinato una maggiore fragilità nei ragazzi, soprattutto quelli già duramente provati da altre esperienze o comunque da dei vissuti particolarmente importanti.

Per gli adolescenti la possibilità di confrontarsi in contesti positivi è un aspetto importantissimo. La salute mentale si basa essenzialmente sulla costruzione di relazioni positive, cioè sull’educazione ad una socialità corretta. Questo è un ruolo fondamentale che se non svolge la scuola pochi altri possono svolgere. La vita in famiglia è una vita che si caratterizza, soprattutto per gli adolescenti, con il confronto con altre generazioni, con il senso del limite, della regola e quant’altro. Il rapporto con i pari in alcuni casi diventa quasi terapeutico, esiste un filone di approccio ai disturbi mentali che si chiama peer therapy, terapia condotta con e dai pari, cioè dai coetanei, che acquisisce un ruolo importantissimo nella crescita dei ragazzi. Avere dei leader naturali coetanei che esprimono valori positivi ha un impatto sulla crescita, e quindi sulla salute mentale, altissimo che non può essere sottovalutato. Con questo non voglio dire che la didattica a distanza sia di per se negativa, lo è se limitata soltanto a trasferire delle competenze. La didattica a distanza modulata invece anche con esperienze di vita diretta e di socialità può avere un ruolo importante. Però dobbiamo chiederci come questa didattica a distanza debba essere svolta, ovviamente non può essere la lettura del manuale fatta al computer o delle spiegazioni ex cattedra che diventano ex video, sic et simpliciter. È necessario che il coinvolgimento dei ragazzi avvenga anche nella modalità di fornire proposta dei contenuti formativi. Ne sono un esempio le flipped classroom, modalità nelle quali sono gli stessi ragazzi a proporre gli argomenti che con gli insegnati vengono discussi. Questo comporta un forte coinvolgimento dei ragazzi che non sono solo soggetti passivi di ricezione d’informazioni che vengono da qualcun altro e spesso dall’alto. Bisogna ricordarsi che seguire una lezione tradizionale dal video è molto più difficile, faticoso ed impegnativo. Se non adottiamo delle tecniche che puntino ad un forte coinvolgimento dei ragazzi ne possono risentire anche i livelli di apprendimento.”

Le conseguenze del disagio si riscontrano con l’aumento del 20% dei suicidi che sono la seconda causa di morte giovanile.

“Dall’osservatorio particolare che è il pronto soccorso, registriamo che ogni giorno accogliamo almeno un ragazzo che si taglia, cioè si ferisce volontariamente, o addirittura tenta il suicidio. Non sono solo ragazzi grandi, 16/17 anni, ma purtroppo abbiamo avuto esperienze anche con ragazzi poco più che bambini, intorno ai 12/13 anni, che hanno fatto gesti davvero ad alto rischio.”

Come associazione che si interessa di famiglia, riteniamo sia necessario sensibilizzare l’opinione pubblica e invitare i ministri della famiglia e dell’istruzione a trovare soluzioni idonee con provvedimenti di governo immediati.

Privando i ragazzi di elementi fondamentali, che fanno parte del loro diventare adulti, rischiamo di compromettere seriamente il futuro equilibrio della intera società.

 

SIAMO COSI’

Germana Biagioni

16 marzo 2021

Create Website with flazio.com | Free and Easy Website Builder